Venezia detiene il record nazionale per il "caro-affitti"
Quando negli anni '70 i giovani vivevano in comunità era per una convinzione politica idealista, oggi lo fanno invece per una costrizione economica del tutto materiale.
In Italia i prezzi delle case in affitto sono lievitati del +165% dal 1999. All'inizio erano solo gli studenti a dover condividere casa, poi cominciarono i giovani lavoratori, ora tocca addirittura alle famiglie.
Secondo i dati resi noti dal Sunia (Sindacato Nazionale Unitario Inquilini) Venezia detiene il record nazionale dei prezzi più alti. Mentre la città sprofonda, gli affitti salgono. Per un appartamento di circa 80 mq nella città lagunare vengono chiesti in media 1.430 euro mensili.
Venezia toglie cosí il primato a Milano che rimane stabile sui 1.400 euro, mentre nella capitale Roma l'affitto medio è di 1.300 al mese.
La situazione peggiora con la recessione economica alle porte. Se i prezzi delle case in vendita scendono, gli affitti invece aumentano a causa della maggior domanda che si produce in seguito a sfratti per morosità o finita locazione.
Una famiglia non è più in grado di pagare il mutuo (o non accetta l'aumento del canone al rinnovarsi del contratto) e non le rimane altra opzione per non andare sotto un ponte che cercarsi un appartamento in affitto.
Ma con i prezzi già elevati, e che minacciano di salire ancora, anche per la famiglia canonica è ora di prendere in considerazione forme di convivenza alternative, come per esempio dividere l'appartamento con un altro nucleo familiare. Una specie di simpatico remake di qualche pellicola neorealista degli anni '50.